Sugli autobus si vede circolare di tutto.
Signore con i sacchi della spesa pieni di carciofi che ti pungono i polpacci,
ingegneri in pensione che coordinano la discesa e la salita dei passeggeri,
grossi zaini scolastici traboccanti di libri che viaggiano con attaccati dei bambini,
autisti che non fumano hashish mentre guidano.
Per non parlare di tutti quei personaggi
che fanno parte del palcoscenico pubblico di ogni città,
e che sono anche parte integrante delle linee urbane,
ognuno con una propria zona e orario di appartenenza.
Mi ricordo che fino a qualche anno fa
verso l’ora di pranzo, sulla linea che portava a casa mia,
c’era sempre una ragazza sulla trentina,
asiatica, forse coreana o chissà,
che sedeva sempre allo stesso posto.
(continua…)


