Ogni volta che pulisco il bagno, tra detersivi, spugnette e sciacquoni, incorro nella mia paura più grande: morire mentre faccio le pulizie. Una volta ho visto un film, “A proposito di Schmidt”, dove il protagonista tornando a casa trova la moglie riversa sul pavimento con l’aspirapolvere acceso. La moglie casalinga, sulla sessantina, aveva avuto un infarto mentre puliva i pavimenti. Penso che, tra le morti non violente, quello sia sicuramente uno dei modi peggiori di morire. Mi immagino anch’io, stesa sul pavimento, magari tutta scomposta, con il viso nel piatto doccia pieno di schiuma, un braccio dentro e un braccio fuori dalla doccia, con l’acqua che scorre ovunque.
C’era un’altra storia invece, che riguardava un’anziana signora, morta in solitudine nella propria casa. La poveretta non riceveva molte visite, e quando qualcuno dopo parecchi giorni si era degnato di andarla a cercare (probabilmente i vicini, insospettiti dall’odore) trovarono il suo cadavere mangiucchiato dai gatti che questa teneva chiusi nella sua casa. Questo è un fatto che potrebbe far riflettere molti riguardo alla propria solitudine, tuttavia non è un pensiero che mi dia troppa pena. Insomma, mi rimarrebbe sempre un minimo riguardo per i gatti affamati, anche da morta. Non me la prenderei con le mie gatte se per sopravvivere venissero a mordicchiarmi le trippe.
Che invidia per la morte di Avedon invece: colpito a 81 anni da un ictus cerebrare mentre lavorava, su un set fotografico. Quella è una bella morte. Spegnersi mentre si lavora, e si fa il lavoro che piace.
Qualche tempo fa ho comprato un libro, intitolato appunto “Modi di morire” di Heath, che forse mi offrirà spunti per approfondire questo argomento. Insomma, to be continued forse.
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aprile 27, 2011 alle 9:12 am
ti è venuta la pippite!
aprile 27, 2011 alle 9:57 am
La morte è pensiero ricorrente nell’ uomo.
Immaginare la propria morte ( lo faccio anch’io) è un
sintomo di un malessere di vita, a meno che lo si fa per ecorcizzare e allontanare così il pensiero che poi ritorna.
L’ uomo nasce solo e muore solo, anche se si è circodati
da mille persone.
Buona giornata
Gina
aprile 27, 2011 alle 10:27 am
Cara Gina,
non penso di avere un qualche malessere che mi tormenta per fortuna.
La morte per me è un pensiero ricorrente tuttavia, come spiego nel post, mentre faccio le pulizie in casa. Questo perchè non sopporto pensare a tutte quelle persone, donne per la maggiorparte, che hanno passato e passano la propria vita dietro alle faccende domestiche, rinunciando tutti i giorni alla propria felicità. (Forse intuirai che mi riferisco a persone a me molto care e vicine).
Mmm…per spiegarmi meglio scriverrò un altro post, con una citazione per me molto azzeccata.
aprile 27, 2011 alle 10:45 am
non è Pippite
aprile 27, 2011 alle 11:05 am
Ciao, scusami se involontariamente ti ho ferita.
Anch’io ultimamente mi trovo in casa da sola e il tuo
pensiero mi attraversa spesso la mente.
Comunque, ci risentiremo spero.
Ciao e a presto
Gina
aprile 27, 2011 alle 11:50 am
Ma no, mica mi hai ferita. Tranquilla.
Grazie per la visita e il commento.
A presto
ciao