“Mmm, no.. stasera…no, non ci sono a cena, ma non vengo tardi…”
“Vado a fare delle foto, mangio un boccone in giro…”
“Stasera si, ceno a casa, ma vengo per le nove, non aspettatemi”
“Vado al corso… non preoccupatevi, mi arrangio”
Non scappo dalle situazioni.
Non scappo dai problemi.
Non scappo dalle persone.
Scappo dalla tv. (continua…)
In preda al consumismo natalizio, in questi giorni ho riscoperto il piacere di comprare musica e film originali (soprattutto perchè sembra che i prezzi siano più sensati rispetto a qualche anno fa, o è una mia impressione?), e tra gli altri mi sono imbattuta in “Appuntamento a Belleville”, traduzione dal titolo originale “Les Triplettes de Belleville”.
Avendolo intravisto la notte di Natale di uno o due anni fa su raitre (tacito piacere di addormentarsi con la pancia piena sul divano), ne avevo dimenticato il titolo e mi era rimasto solo il sentore che fosse un film un po’ assurdo.
Durante gli acquisti natalizi di quest’anno a sorpresa mi è capitato tra le mani, lasciato fuori posto sugli scaffali di un megastore. Ultimo della sua specie, in quell’occasione ho titubato ma non l’ho preso, perchè mi vieto sempre di comprare alcunché durante lo shopping natalizio, onde evitare di tornare a casa con le borse piene, il portafoglio vuoto e i regali ancora da fare.
Tre giorni fa girovagando alla ricerca di tutt’altro, sempre nello stesso megastore ecco che vedo di nuovo “il terzetto di Belleville”, che pedalava da uno scaffale all’altro cercando invano altri esemplari e il proprio ordine alfabetico.
Passato il veto natalizio, ho potuto investire i setteeuroenovanta per poterlo rivedere, e averlo libero di girare tra le mensole di camera mia.
Sarà perchè ormai questo film l’ho associato al Natale, sarà perché il terzetto di vecchiette di Belleville ricordano un po’ tre befanine, sarà perchè è un bel film di animazione (pluripremiato etcetc), ne consiglio la visione ai miei rari lettori.
Ci sono pochissimi dialoghi (cinque o sei battute? non di più), per il resto è tutta musica, rumori, versi, e sì, in effetti, è un po’ assurdo, diciamo quantomeno atipico. Comunque un modo piacevole di passare settantun minuti, magari non quando siete già un po’ assonnati.
Non saprei cosa aggiungere a quanto i mass media hanno già detto sull’accensione dell’LHC e sugli esperimenti che ne verranno, ma non posso che voler condividere con i miei lettori la gioia provata ascoltando questo RAP :
Tu credi che se un uomo ha un’idea nuova, geniale,
abbia anche il dovere di divulgarla. Tu sei un ingenuo.
Prima di tutto perche’ credi ancora alle idee geniali.
Ma quello che e` piu’ grave e` che tu credi all’effetto
benefico dell’espansione della cultura.
Sssss! Al momento ogni uomo dovrebbe avere un suo
luogo del pensiero protetto e silenzioso. Sssss! La cultura
deve essere segreta. Non esiste una sola idea importante di
cui la stupidita` non abbia potuto servirsi.
Tu mi dirai che la divulgazione è un dovere civile e che
evolve il livello culturale della gente. Non riesci proprio
a staccarti da un residuo populista e un po’ patetico.
Purtroppo, oggi, appena un’idea esce da una stanza e` subito
merce, merce di scambio, roba da supermercato. La gente se
la trova li’, senza fatica, e se la spalma sul pane, come
la Nutella.
No, la cultura e’ delicata, e anche permalosa. Ci resta
male se non si sente amata… o se le viene il sospetto di
non essere un bisogno vero.
La cultura e’ come una luce che quando si espande troppo
perde la sua luminosita’. Il frastuono della cattiva divulgazione
la affievolisce. Solo il silenzio ne salva l’intensita’.
Venerdì sera si è svolta la serata conclusiva della rassegna jazz “Liguria Jazz Summer 2008″ con il duo, inedito, BEPPE GAMBETTA e Patrick Vaillant (mandolinista).
Noto (e nato) a Genova soprattutto grazie alle otto passate edizioni di Acoustic Night, Beppe ha suonato alcuni pezzi del suo ultimo album (tra cui “Light in Torraca”, che propongo sotto) e alcuni brani inediti.
Per chi volesse saperne di più: il sito ufficiale di Gambetta e un bel video su youtube dalla settima edizione di Acoustic Night (Banjo Clark)(o è un più bello questo? Stefania)(no, no il migliore è questo!).
Grande Beppe come sempre, grande partecipazione di pubblico. Unica nota stonata la pessima acustica: vuoi perchè concerto era all’aperto, vuoi perchè le sedie erano sistemate troppo vicine al palco e agli altoparlanti, vuoi perchè i tecnici del suono erano improvvisati. (Comunque per fortuna il video non ne ha risentito)
“Light in Torraca”, live in Recco :
Tornata a casa sono andata a vedere la cittadina alla quale Gambetta ha dedicato questa canzone. Torraca è un piccolo comune in provincia di Salerno che è diventato famoso soprattutto per la propria politica energetica (basti pensare che è il primo comune al mondo ad avere un sistema di illuminazione pubblica completamente realizzato con tecnologia LED).
Questo è il sito del Comune. Fatevici un giro: TORRACA
E’ successo lunedì scorso mentre mi godevo il secondo bagno della stagione.
Sguazzavo con gioia in mare quando, infilata la maschera, ho deciso di affrontare le profondità del primo metro e ottanta d’acqua, e improvvisamente…pop!
Lì per lì ho ignorato l’accaduto. Due bracciate a rana, due sgambate a Terranova e dopo un po’ sono uscita dall’acqua. Ho arrancato sulle pietre del bagnasciuga, e dopo una doccia sono andata ad avvolgermi nell’asciugamano da mare sotto l’ombrellone. Quindi come un involtino primavera irrequieto ho cominciato a muovere la mano a mo’ di sturalavandini sopra l’orecchio. Non ottenendo il risultato sperato, lì mi è venuto il sospetto che la situazione fosse più complicata del previsto.
Oggi, a quattro giorni di distanza, me ne sono ormai quasi fatta una ragione.
Il mio orecchio destro è entrato in sciopero. Nella libertà delle profondità marine si è definitivamente barricato all’interno del padiglione auricolare e non ne vuole più sapere di comunicare con il mondo esterno.
O forse per la prima volta sta comunicando qualcosa: stanco di ricevere inerme tutti i rumori e le parole superflue con cui la vita ci affoga, ha deciso di dimostrare il suo dissenso nell’unico modo a lui possibile.
I contro di questa condizione sono ovviamente la difficoltà di ascoltare la musica (in primis) e comunicare con il prossimo; infatti è come se parlando per metà le parole tornassero indietro e rimbalzassero nella scatola cranica. Questo purtroppo mi fa rendere conto che esterno al mondo un mucchio di idiozie che farei meglio, almeno per metà, a tenermi dentro.
I pro sono altrettanto scontati. Sono quattro giorni che guardando il telegiornale non ne sento più una parola (e mai chiederei alla mia famiglia di alzare il volume); così i vari Schifani, Bonaiuti, Maroni & co. sono diventati come tanti scorfanelli in un acquario. Una meraviglia.
Non sono del tutto sicura di voler forzare le barricate alzate dal mio orecchio destro e riprendere a sentire rumori e parole.
Se non fosse per la musica …
New video!
Lo scorso weekend nell’entroterra ligure e sulla spiaggia per il primo bagno della stagione:
Segnalazione: sono comparsi nella colonna a destra due link nuovi, che rimandano a last-fm e aNobii (le mie librerie: last-fm, aNobii).
Il primo, probabilmente più conosciuto, permette di condividere la musica che si ascolta e conoscere le preferenze musicali di utenti amici e amici utenti; inoltre last-fm è così carino da indicarci gruppi/cantanti affini ai nostri gusti. Questo il sito in breve, ma i veri contenuti sono decisamente vasti, li sto ancora scoprendo (biografie, videoclip, info su concerti ed eventi, etc..).
Invito a iscriversi a chiunque non sia mai sazio di musica!
Il secondo è analogo, ma invece che librerie di musica, si trattano librerie di…libri!
Inserendo il codice ISBN (si trova sopra il codice a barre di solito) dei libri letti, abbandonati, consultati, si possono inserire valutazioni e commenti, o leggere quelli degli altri. Analogo a last-fm è il “test di compatibilità” con le librerie degli altri utenti, e tutto quello che ne consegue (condivisione, scambi di libri o solo opinioni, e così via). Insomma: leggiamoci!
Quando si volge lo sguardo verso mondi lontani capita di imbattersi in forme di vita sconosciute…
Oggi vi voglio parlare dell’uomo che ha conquistato il Sol Levante con un motivetto accattivante e un costume da bagno: Kojima Yoshio.
Yoshio è un ragazzo giapponese di 27 anni, originario di Okinawa (forse a questo è dovuto il costumino) , in seguito al conseguimento della laurea in lettere è diventato famoso, non grazie a Basho, ma con Oppapii!
Come spiegare… No, non si può spiegare… Ammiratelo :
Dopo qualche visione del balletto potrebbe succedere un fenomeno strano nelle vostre menti, non potrete fare a meno di canticchiare “Sonna no kankei nee” (che corrisponde ad un bel chissenefrega) e “chintonshantenton” (dovrebbe essere un richiamo allo shamisen, uno strumento tradizionale giapponese)…
A me gli occhiii
Che dire, gli studenti giapponesi si divertono con poco, senza scandali…
Sta cominciando ad accadervi? Vi sta prendendo la febbre Oppappii? Non ancora? Pensate di esserne immuni solo perchè vi mancano gli occhi a mandorla? Beh, guardate quale sarà il vostro destino…
Quando ci siete fatemi un fischio, la mia telecamera è pronta!
in cui le parole non si trovano, semplicemente perchè non ci sono.
Il nostro istinto di sopravvivenza mette a tacere il turbinio di emozioni che ci si agita dentro: rabbia, delusione, incertezza per il futuro, speranza, disillusione… Caliamo una lieve coltre di indifferenza sul nostro capo, e tutto si cheta.
A tutti i ragazzi della mia generazione, che non hanno mai conosciuto il/un governo italiano ( è dall’inizio della seconda Repubblica, 1992-93, che il nostro paese ne è sprovvisto), spolvero e dedico questa canzone di Gaber, registrata nel 1973 fa parte dell’album “Far finta di essere sani” :
LA MARCIA DEI COLITICI
[parlato]: All’oppressione, allo sfruttamento, alla violenza ognuno reagisce come può. C’è chi soffre, chi si dispera, chi si ribella. A me…… è venuta la colite
ho lo spasmo intestinale
forse non ci crederete
ma non è un caso personale.
Non digerisco nemmeno il Sistema
non so se capite l’urgenza
siamo già in molti
è un grosso problema
la nostra colite che avanza.E noi colitici
che siamo tutti un po’ psicosomatici
sensibili ai problemi più drammatici
degli stomaci non con la mente
ma visceralmente abbiamo i nostri slanci.[coro]: E noi colitici
che siamo tutti un po’ psicosomatici,
sensibili ai problemi più drammatici
degli stomaci
non con la mente
ma visceralmente abbiamo i nostri slanci.
[parlato]: Gastritici, ulcerosi, stitici e psicosomatici in genere, lasciate a casa le vostre antispasmine, i lassativi, le citrosodine e seguiteci, siamo l’avanguardia, l’avanguardia colitica.
Noi che abbiamo la colite
noi ci siamo ribellati
forse non ci crederete
ma siamo “coliticizzati”.
Il Movimento ha una linea speciale
basata su un gruppo d’azione
e sui volantini di carta sottile
parliamo di rivoluzione.
E noi colitici
un po’ individualisti ma simpatici
insieme diventiamo più politici
ma democratici.
Ci organizziamo ed uniti marciamo
sicuri del successo.
[coro]: E noi colitici
un po’ individualisti ma simpatici
insieme diventiamo più politici
ma democratici.
Ci organizziamo ed uniti marciamo
sicuri del successo.