
In questi giorni il blog si rifarà il trucco.
Saremo un po’ in disordine, abbiate la discrezione di voltarvi dall’altra parte, grazie.

In questi giorni il blog si rifarà il trucco.
Saremo un po’ in disordine, abbiate la discrezione di voltarvi dall’altra parte, grazie.

E’ già passato un po’ di tempo da quella sera,
ma non riesco ancora a liberarmi da quella frase.
Mi trovo a una festa pre-natalizia, una di quelle feste dove “ognuno porta qualcosa da casa”, e quindi sui tavoli abbondano patatine da sapori improbabili e squisite torte dolci o salate fatte in casa (delle quali mai nessuno ti rivelerà la ricetta), e dove la quantità di alcolici presenti potrebbe dissetare l’Armata Rossa per una settimana in pieno inverno.
Mi trovo a questo festa, dicevo, e dopo l’usuale e imbarazzante vagare con il bicchiere in mano, dopo aver schivato un paio di conversazioni di metereologia for dummies e una ancor più pericolosa di software sulla gestione dati bancari, riesco ad acclimatarmi su una sedia e a intrufolarmi nelle conversazioni di un simpatico terzetto di coetanei, che vanno narrandosi le loro disavventure amorose.
(continua…)
Più gli anni passano, meno capisco la mia età.
Non mi sono mai ritrovata nei canoni generazionali,
e mi ritrovo oggi, un po’ più vecchia di ieri,
a non sapere quanti anni darmi, e quanti anni prendermi.
Nei mesi passati mi sono sentita terribilmente vecchia,
vuoi perchè ho accusato il superamento del quarto di secolo,
vuoi perchè mi sono lasciata logorare da tante stupide e effimere preoccupazioni, che un po’ tutti i progetti si portano dietro.
E ora… mi sento un’adolescente.
Posto che preferisco sentirmi vecchia, anche per godere dell’illusione che questa porti con sè un barlume di saggezza,
a pensarci proprio bene, riguardando al passato, alla scuola, ai compagni di allora, alle vasche in via venti e ai brufoli,
io ho detestato l’adolescenza.
E ora… sono qui.
A cercare una strada, a pianificare in una casa, a pontificare nel web, e a sognare come un’adolescente.
Sogno qualcuno che mi prenda per mano, sogno un abbraccio,
sogno un bacio dato ad occhi chiusi,
che duri almeno finchè uno dei due non sbircia.
Ci dev’essere stato un momento, intorno alla metà degli anni ‘90,
in cui i baci dall’analogico sono passati al digitale.
Se non si fosse capito questo è un appello.
Che fine ho fatto?
Ci sono sempre tante faccende da sbrigare, posti dove correre, viaggi da organizzare, libri da leggere, spartiti da studiare. Non so che fine abbia fatto tutto il tempo perso, lo sto cercando. Forse un giorno lo troverò in compagnia delle scelte non prese.
Per fare in modo che la vita non sia qualcosa che passa mentre siamo impegnati in qualcos’altro, ci si può disimpegnare, rimanere fermi, e guardarla scorrere.
Cosa ho fatto?
Mi sono iscritta alla fonte di cazzeggio definitiva, facebook, trovate il mio link nel banner a destra
Sono ufficialmente diventata una blogger, leggete tutti i miei articoli (per ora…uno…clicca qui per leggerlo), su oneGreenTech !
E finalmente online l’infinita ma comunque essenziale Japan Selection. In attesa di un aggiornamento al pianoB ecco le fotine:
II PARTE: Koyasan-Shimonoseki-Beppu (Oita)
Sarà che stiamo invecchiando, le funzioni vitali si indeboliscono e non riusciamo più a digerire qualsiasi cosa ci viene parata davanti.
Una delle mie guide spirituali ha richiamato la mia attenzione su una pubblicità che sta andando in onda in questi giorni, e mi sono così trovata a voler condividere anche con voi il disgusto provato.
Nella pubblicità una ragazza (vestita da yippie?) dopo aver fatto un test di gravidanza che risulta positivo, comincia a mandare messaggi ad una moltitudine di uomini che leggendo il messaggio cominciano ad esultare gridando “Sarò padre”.
Non riesco a decidermi per quale motivo mi faccia più schifo questa pubblicità.
Penso certamente che l’ultimo dei problemi di una ragazza in quelle condizioni sarebbe il prezzo dei messaggi che invia con il telefonino.
Mi viene anche da pensare che avendo rapporti con così tanti uomini in un breve periodo di tempo, la risposta più comune non sarebbe “Sarò padre”, piuttosto “Ma chi cazzo è questa?”
Vero è che sono lontani i tempi in cui si faceva pubblicità ai preservativi per prevenire gravidanze indesiderate e la trasmissione di malattie ancor più indesiderate.
Visto che le pubblicità progresso scarseggiano, farò progredire questo blog donandovi pochi minuti di riflessione. La risposta alla pubblicità sopracitata:
Un sorriso in 49 secondi di visione:
Dulcis in fundo una nota nostalgica, per uno spot che non passerà mai di moda. Di chi è questo?
Superata una prima fase di negazione di sì tante novità e sconvolgimenti che ci aspettavano al ritorno in patria (compreso, il lettore non può notarlo, un restyling dell’amministrazione del blog wordpress che un po’ mi disorienta), mi lancio in un’ impresa già nostalgica di post diario di viaggio, mentre privatamente affronto un’impresa ancor più titanica, ovvero una selezione (che si propone essenziale) delle migliaia di foto scattate.
PS: Ringrazio tutti gli amicici per il caloroso benritorno riservatoci
Con sommo gaudio soffio sulle (prime) mille candeline ! Saluto e ringrazio tutti i miei lettori, assidui e non, e tutti i semplici passanti.
Com’è giusto in occasione delle ricorrenze mi sono trovata a riflettere sul cammino intrapreso e, nonostante i “dietro le quinte” forse non dovrebbero essere svelati, non posso che rammaricarmi per tutti i malcapitati che giornalmente inciampano nel mio blog cercando su Google “pillole”, “controindicazioni” ,”antidepressivi” ed “eiaculazione ritardata”.
Le mie statistiche in un qualche modo mi sbattono in faccia il profondo malessere della società moderna? O forse vogliono ricordarmi che le parole devono essere sempre e comunque usate con cautela? O forse dovrei… forse… sono solo statistiche.
PS: è avviato il rinnovamento locali : prendetevi pure un bicchiere di limonata, salite e accomodatevi dove volete, ma mi raccomando: i sottobicchieri!
Entrata ufficialmente nel mondo della disoccupazione avvio con gioia i lavori di restyling del blog.
In coda di pubblicazione foto d’annata, montaggi video arretrati e post effervescenti! Il tutto decorato da immagini smaneggiate con una fantastica BAMBOO!
Antidepressivi triciclici (per es. Laroxil, Anafranil, Protiaden, Tofranil, Noritren):
secchezza delle fauci;
stipsi;
tachicardia;
ritenzione urinaria;
disturbi dell’accomodazione visiva (= difficoltà a mettere a fuoco);
disturbi della memoria.
ipotensione ortostatica (ovvero sensazione di svenimento in posizione verticale);
vertigini;
tachicardia;
tremore;
negli uomini eiaculazione ritardata;
sonnolenza;
ipotensione (ovvero pressione bassa);
aumento dell’appetito;
aumento del peso;
alterazione dell’attività psicomotoria e cognitiva;
segnalati alcuni casi di discinesia tardiva (vedi neurolettici).
La combinazione di MAO (inibitori delle monoaminoassidi)
con antidepressivi triciclici, può causare convulsioni, ipertensione, collassi cardiocircolatori, con casi di morte improvvisa.