Lettera aperta al mio principe azzurro (I parte)

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Caro Principe Azzurro,
non è un segreto che io, come tante altre giovani, ti stia aspettando.Non è un segreto nemmeno che il mio quotidiano, ad essere ottimisti, non possa definirsi un granché.
E’ grave il tormento che si agita ormai da tempo nel mio petto, e nonostante mille e mille volte io sia stata certa della tua esistenza e abbia quasi creduto di percepirla vicina, ora un diabolico, insidioso e tenace dubbio mi spinge a scriverti questa mia.
Temo, mio adorato, di non riuscire a riconoscerti.
Mio dolce principe, so che Principe Azzurro è solo un nome simbolico, un simpatico appellativo, un’apposizione al tuo nome vero, che nessuna conosce fino al fatidico “si, lo voglio”; ma questa ,ne converrai, è una difficoltà che si pone tra noi e il nostro magico incontro.
Certo non dubito che tu sia un giovane di bell’aspetto, dai lineamenti fieri tuttavia delicati, dagli splendidi occhi chiari tuttavia scuri, ma un po’ mi lascia perplessa la questione del cavallo bianco. Non riesco ancora a capire se quest’animale sia una metafora che ancora non so interpretare e/o un’allegoria (magari dai risvolti promettenti), oppure sia effettivamente il tuo mezzo di trasporto. Comprenderai che vi può essere un abisso tra i corrispondenti possibili luoghi d’incontro.
Mi ero ripromessa di non tediarti con le mie preoccupazioni, ma l’attesa e queste riflessioni hanno poi fatto sorgere in me un altro timore che non posso celarti. Continuo a chiedermi, non senza una lieve apprensione, in che situazione riusciremo a incontrarci.
Biancaneve incontrò il suo principe mentre era addormentata all’interno di una bara di cristallo, con sette nani da guardia al fianco.
Per quanto riguarda Cenerentola, è ovvio che dopo una giornata a spazzare, lavare, cucinare e cucire abiti per matrigna e sorellastre, la sera del gran ballo era ridotta uno straccio, la poveretta, e tornò a casa presto non per questioni di incantesimi, ma per stanchezza.
Penso poi alla bella Addormentata, risvegliata dal bacio del principe dopo cento anni di coma, e mi chiedo quanto dureranno ancora le sue sedute di fisioterapia per una riabilitazione motoria completa.
Non si può che compatire queste (ed altre) eroine che il fatidico giorno si trovarono in una condizione di umiliazione e svilimento, accomunate dalla totale assenza di un impiego lavorativo o, peggio, casalinghe al servizio di personaggi ambigui o non meritevoli…

(…continua )

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