Raqs Sharqi

Sarà forse perchè la generazione nata negli anni ’80 è stata mediaticamente intossicata con film come Flashdance, Dirty Dancing, Footloose… ma a ripensarci a me questa cosiddetta “danza” comincia a piacere…
E’ passato poco più di un anno da quando ho abbandonato le arti marziali per dedicarmi pancia e corpo alla danza del ventre, e mi piacerebbe condividerla per qualche momento con i miei pochi ma fedelissimi lettori.

danza orientale

Un po’ di storia

Il termine “Raqs Sharqi” significa danza orientale e rappresenta la danza classica, popolare e tradizionale dell’Egitto.
Le origini della danza orientale, o del ventre, non sono del tutto note e sicuramente le sue radici appartengono a diverse culture. La maggiorparte degli esperti fa risalire le effettive origini alle cerimonie religiose praticate dalle donne dell’antica Mesopotamia in onore della dea-madre Ishtar (Inanna per i Sumeri).
Le sacerdotesse di rivolgevano a lei con danze propiziatorie di fertilità. Le movenze imitavano le forme i ritmi della natura, come le onde del mare, le fasi lunari, l’uovo o il serpente; altre evocavano il parto o l’atto sessuale (vedi il movimento dello shimmy, o shimmiottare per le amiche ;-)).

La danza orientale comprende il Baladi, una danza che si trova solo in Egitto e Giordania (danza popolare), il Sharqi (l’orientale) ballato da danzatrici occidentali.
La danza orientale o baladi è una danza originaria del Medio-Oriente e dei paesi arabi, eseguita soprattutto, ma non esclusivamente, dalle donne. É considerata come una delle più antiche danze del mondo, soprattutto nei Paesi del Medio-Oriente e del Maghreb, come Egitto, Libano, Iraq, Turchia, Marocco, Algeria.
Tuttavia purtroppo non esiste documentazione scritta sulla danza del ventre che risalga a periodi antecedenti il 1800.
Durante la Campagna d’Egitto di Napoleone, i soldati francesi vennero a contatto con questa danza: provenendo da una società relativamente puritana, il corpo scoperto delle danzatrici veniva percepito come un potente afrodisiaco. Nell’Inghilterra all’epoca questa danza era considerata azione del demonio: il sinuoso ancheggiare del bacino delle danzatrici venne erroneamente associato come invito alla prostituzione. È da questo motivo, ancora oggi associato alla danza, che dipende il termine “danza del ventre”.
La pratica della danza orientale è giunta in Europa e in America grazie ai cabaret degli anni trenta e quaranta: è da questo periodo, ma soprattutto dagli anni novanta, che questa danza è diventata famosa in tutto il mondo.
La danza del ventre è particolarmente adatta al corpo femminile, perché aumenta la flessibilità e la tonicità del seno, delle spalle, delle braccia, del bacino, ma soprattutto della pancia: gli addominali sono coinvolti profondamente nei movimenti, modellando la linea e giovando agli organi interni. Tonifica le cosce, migliora l’agilità delle articolazioni e sembra ritardare l’osteoporosi. Inoltre, la danzatrice orientale ha il diritto di essere in carne (evviva!)- le danzatrici formose sono le più apprezzate – e può mostrare le proprie forme, come una statua di Maillol. Quello che importa non è la rotondità ma la sensualità, la grazia e la sinuosità dei movimenti.

Bellydance Superstars

Poco in carne ma decisamente sinuose e sensuali sono le ballerine della compagnia Bellydance Superstars: prodotte da Miles Copeland (già manager dei Police e poi di Sting) la troupe, nata nel 2003, vanta ballerini provenienti da ogni parte del mondo (Brasile, Argentina, Stati Uniti, Europa). Propongono uno spettacolo dove esibizioni di gruppo si alternano a esibizioni soliste, e spaziano dallo stile più tradizionale a quello tribale.

Questo è un promo della compagnia:

E ora, per farsi un’idea, l’invidiabile Ansuya:

La bellissima Sonia:

Gli stili e le musiche possono variare verso molte direzioni (tribale, sudamericano…) : forse perchè mi sembra uno degli estremi che si possono raggiungere, o forse semplicemente perchè mi piace molto, la snakedancer, gotica e zingaresca Samantha (Rachel Brice):

Visto che questo post è diventato un po’ troppo lunghino mi fermo qui.
Per chi volesse vederne di più: youtube , dailymotion
(Bibliografia: il web, da Wiki a Focus Storia etc…)

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2 Risposte to “Raqs Sharqi”

  1. bodhisattva Says:

    Sono perfettamente d’accordo con la questione della carne …. basta vedere le ossa che pungono e fanno male, viva i lipidi il colesterolo e i trigliceridi!!! detto questo vorrei fondare l’associazione della porchetta di ariccia e della danza del ventre!!!! le cose sembreranno scorrelate, invece no! la danza dell ventre per godere con la vista , mentre la porchetta di ariccia per godere con le papille! (io mi prenoto per la porchettaaaaaaa )
    P.S. Patti ma lo hai sentito quel pezzo di Mina che fa om mani padme hum?(questo per tornale al tema del discorso di oggi ;-))

  2. nientedinuovo Says:

    Basta! Hai ragione! Viva viva il lipide con l’olio d’oliva!
    Cavoli che invidia ogni volta che le vedo…
    Mi vien voglia di legarle ad una sedia e farle ingozzare con del pollo fritto!

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