Briciole di romanticismo con una spruzzata di sentimentalismo urbano

Sugli autobus si vede circolare di tutto.
Signore con i sacchi della spesa pieni di carciofi che ti pungono i polpacci,
ingegneri in pensione che coordinano la discesa e la salita dei passeggeri,
grossi zaini scolastici traboccanti di libri che viaggiano con attaccati dei bambini,
autisti che non fumano hashish mentre guidano.
Per non parlare di tutti quei personaggi
che fanno parte del palcoscenico pubblico di ogni città,
e che sono anche parte integrante delle linee urbane,
ognuno con una propria zona e orario di appartenenza.

Mi ricordo che fino a qualche anno fa
verso l’ora di pranzo, sulla linea che portava a casa mia,
c’era sempre una ragazza sulla trentina,
asiatica, forse coreana o chissà,
che sedeva sempre allo stesso posto.

Durante il viaggio non faceva che parlare da sola a voce alta
nella sua lingua, accompagnandomi per una parte del tragitto
con le sue parole e i suoi versi incomprensibili.

Che poi riflettendoci…
probabilmente quella ragazza aveva anche una vita, nel senso,
un dentifricio e uno spazzolino con cui si lavava i denti,
una camicia da notte che fedele la aspettava sotto il cuscino,
o magari un conto in banca con dei soldi con cui poter vivere,
e forse persino un dermatologo di fiducia.
Ma nella mia testa farà sempre solo parte di quell’autobus,
anche adesso che la linea è stata modificata così come il numero,
e l’autobus non ha più gli stessi posti.
C’è un angolo della mia mente sbilenca
dove quella ragazza è rimasta sul 76,
e ora è nella rimessa e sta ancora parlando da sola.

Sugli autobus si vede circolare di tutto,
niente di strano quando si tratta di polemiche,
di tutti, su tutto e tutti, e anche su tutto il resto.
Ma…
Ma qualche giorno fa
un 20 mi sorpassa sulla destra e sbam!
No, nessuno incidente…
ma mi appare davanti questo messaggio,
che bianco su rosso troneggia sul deretano del bus:

“Federica vivo solo per te
L’unico desiderio che ho
è quello di stare
per sempre insieme
Non c’è niente che
potrebbe sostituire
quello che mi fai provare.
Ti amo,
Fabrizio”

Si, ok.
Magari Fabrizio se non l’hanno chiamato Dante ci sarà un motivo,
e magari questo tipo di esternazioni possono non far piacere a tutte le donne,
e magari a Federica poteva regalare un mazzo di rose, scriverle un bigliettino o
magari portarla un weekend da qualche parte.
Ma…
a me a dirla tutta Fabrizio mi ha fatto iniziare bene la giornata,
mi ha fatto provare contentezza nell’essere superata malamente da un bus,
mi ha fatto pensare almeno per qualche minuto che le parole possano ogni tanto servire a qualcosa.

Quindi, nonostante tutto, tutti e il contrario di tutto,
lasciatemelo dire,
Fabrizio, sei un grande. Grazie.

sul20

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2 Risposte to “Briciole di romanticismo con una spruzzata di sentimentalismo urbano”

  1. bodhisattva Says:

    Che romantico sto ragazzo .. magari in questo modo ha risparmiato sull’anello con il diamante ahahahhahaha.
    Povera federica , niente brillante per te…. e forse a questo punto sarebbero state veramente meglio le rose haahahhahahha

  2. Alberto T Says:

    Ci sono delle tenerezze che vanno al di là del linguaggio che le veicola…resta il senso e a me piace. Romantico sentimentale e utopistico mi dicono… e mi vien pure offerto un ciuffo di peli come fosse una lattuga….ma io son d’altra pasta e credo ancora in certe stronzate che passano come amore.
    per una miglior comprensione delle allegorie entrare nei commenti del mio post NATURA MORTA CON IL NIENTE, qui http://terrile.splinder.com

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