Puntini rossi

Uno dei motivi per cui mi porto sempre dietro la macchina fotografica è che non ho memoria. Operosa come una formichina scatto sempre ovunque, immortalo posti, persone, gite, cene, eventi.
Ieri sera ho lasciato la macchina fotografica a riposo nella borsa, non ne avevo bisogno.

Ieri sera ho rivisto un amico di vecchia data. Questo amico per la maggior parte dell’anno è un puntino rosso, o meglio, è rappresentabile come un puntino rosso, ma per fortuna ieri era di nuovo tutto di un pezzo, e tutto geometricamente ben articolato.
Ieri sera ho rivisto un amico di vecchia data, ma non sono del tutto sicura che lui abbia visto me, perchè quando l’ho incontrato (intorno alle otto e un quarto di sera) era già un po’ brillo, e quindi, nonostante non fosse un puntino, era comunque un pochino rosso.
Anche quando è rappresentabile come un puntino rosso sembra brillo, perchè si vede oscillare un po’ a casaccio in mezzo all’oceano. Intorno ai primi di maggio ridiventerà un puntino rosso, e a quanto ho capito ci rivedremo solo ad agosto. Per ora il puntino è rimasto solo ad aspettare, nella lontana Africa.

Ieri sera ho conosciuto un ragazzo proveniente dalla lontana Africa. Dalla Liberia, per essere precisi. La lontana-Africa è lontana, non tanto in termini spaziali, piuttosto concettuali.
Non mi ha parlato di malattie, di guerre, di fame; non mi ha parlato di luoghi paradisiaci e mete-da-sogno. Mi ha parlato di libertà. La libertà in Africa è una presenza, è una realtà quotidiana che semplicemente da noi non esiste.
Per aiutarmi a comprendere la lontana-Africa che aveva dentro, mi dice
“Qui non c’è libertà. Da noi se cammini un po’, e vai nella foresta, ci sono i leoni, le zebre, le giraffe. Se c’è la libertà, dimmi, dove sono gli animali?”
Mi guardo intorno. Non c’è mai un piccione quando serve.
Iena, un pastore tedesco, ammicca da sotto il tavolo.
“Beh…” cerco di ribattere, ma mi precede.
“Voi pensate che i cani qui siano felici, ma non sono felici. Sono legati, prigionieri. Da noi sono liberi di girare e andare dove vogliono.”
Immagino il mio cane libero di girare per la città, e di conseguenza me lo immagino investito da una macchina. Poi penso al tatuaggio che ha sulla coscia. Si, ci doveva essere qualcosa di sensato nel suo ragionamento.

Ieri sera sono andata al bancone di un bar per ordinare samting-tu-iit, e ho conosciuto un tipo un po’ particolare che mi ha consigliato il cuscus con le verdure. Ieri sera ho mangiato cuscus con le verdure e ho conosciuto un tipo un po’ particolare. Questo tipo un po’ particolare si è rivelato essere un fumettista, specializzato nelle vignette di mosche, pidocchi e cacche fumanti. Ieri sera il mio boifrend è tornato a casa tutto soddisfatto perchè aveva una mosca e una cacca fumante disegnate (con dedica!) sul suo taccuino quasi immacolato.

Ieri sera ho rivisto il mio ecs, con pastore tedesco al seguito. A parte per il fatto che, quando stavamo insieme, dalla paura non poteva avvicinarsi neanche a un chihuahua, mi è sembrato sempre uguale. Le stesse battute, lo stesso modo di gesticolare, lo stesso modo di bestemmiare. Ieri sera mi sono ricordata i motivi per cui ho lasciato il mio ecs (e la sua incompatibilità con i chihuahua non è uno di questi).
Ancora non ho capito come ieri sera mi sono ritrovata allo stesso tavolo a conversare con il mio ecs, un suo amico, il mio ragazzo e… Diana.
Ieri sera Diana stava passeggiando nei vicoli con la sua bimba di nove mesi, ed era naturale che si unisse a noi. Non ho conosciuto tanto bene Diana, non ho avuto occasione di parlarle molto.Però ho capito che ad Anais, sua figlia, convinceva poco Iena. Troppo grosso penso, con un naso troppo insolente. Però la convincevano molto le patatine che c’erano sul tavolo piuttosto che i Plasmon, che invece convincevano molto Iena.

Ieri sera c’erano anche altre persone sedute al mio stesso tavolo. E c’era anche un altro cane sotto il tavolo.
Ma queste poi sarebbero anche altre storie. Storie che riescono ad intrecciarsi solo attorno ai puntini rossi.

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2 Risposte to “Puntini rossi”

  1. Alberto T Says:

    Bellissimo post!Bellissime storie! Ugo De lucchi è un mio vecchissimo amico…ci siamo conosciuti nel 1976….è un pò sciroppato di capa ma vedo che continua col suo MOSKINO….storico personaggio!
    Ciao
    at

  2. nientedinuovo Says:

    Eh si, ed è un personaggio storico anche Ugo 😉

    Ciao coach!

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