Archive for marzo 2011

Col nome giusto

marzo 30, 2011

Se la lontananza è come il vento
Nel tepore apatico di questa passione
Non sorprenderanno più fiamme inattese
Sotto la cenere alcun sogno combustibile.

The twilight zone

marzo 26, 2011

Mi trovo in studio, sono seduta in terra con A., stiamo montando un diffusore per il flash.
Squilla il telefono, P. risponde:
-Ah, sei tu, ciao. – P. fa una pausa – Eh, si – un’altra pausa e brevi convenevoli.
– Ti avevo cercato per dirti che ho trovato un compratore per la tua macchina fotografica, quella analogica che mi avevi lasciato, posso dargli il tuo numero di telefono, o vuoi il suo? –
P. fa un’altra pausa.
Tentenna.
-Mmm, annuisce – Si, ho capito-
Io ed A. alziamo la testa e guardiamo P, che appare lievemente perplessa.
– Quindi la vuole vendere? Cosa c’è? – chiede A.
P. si gira verso di noi e dice:
– No, è che in effetti…dice che tra un paio d’anni ci saranno delle tempeste solari e le macchine digitali, internet e tutto il resto non funzioneranno più, quindi gli servirà una macchina fotografica totalmente manuale. –
Attimo di silenzio. Ci guardiamo tutti negli occhi.
A. ribatte – Beh, allora niente, gli diciamo che non vuole più venderla.
P. discute ancora qualche minuto e poi saluta T. all’altro capo del telefono; io ed A torniamo a montare il diffusore.

C’è una quinta dimensione, oltre a quelle che l’uomo già conosce. È senza limiti come l’infinito, e senza tempo come l’eternità: è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere. È la regione dell’immaginazione, una regione che si trova ai confini della realtà.

AAA Cercasi

marzo 24, 2011

Stamattina ha deciso di girarmi per la testa

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Fotografia, immagini e analfabetismo

marzo 24, 2011

Piccole seghe mentali sulla fotografia e ragionamenti sull’importanza della decodifica delle immagini.

“Chi sfogli l’album di un dilettante non vi riconoscerà esperienze, conoscenze, o valori di un uomo fissati in immagine, ma possibilità dell’apparecchio realizzate in modo automatico. Un viaggio in Italia così documentato memorizzerà i tempi e i luoghi nei quali il dilettante è stato incitato a premere il pulsante, e mostrerà i luoghi dove è stato l’apparecchio e che cosa vi ha fatto. Questo vale per tutta la fotografia documentaristica. Proprio come il dilettante il documentarista si interessa a scene sempre nuove secondo un modo di vedere sempre uguale.
Il fotografo, come lo intediamo qui, è interessato a vedere in modi sempre nuovi, a produrre stati di cose in modi sempre nuovi, informativi. […]
Chi scrive deve padroneggiare le regole dell’ortografia e della grammatica, chi fotografa deve attenersi alle sempre più semplici istruzioni per l’uso, programmate sul lato output del’apparecchio. E’ la democrazia della società postindustriale. Il dilettante è perciò incapace di decifrare foto: egli considera le foto un mondo riprodotto automaticamente. […] Tutti pensano che sia inutile dover decifrare le foto, poichè tutti credono di sapere come vengano fatte e che cosa significhino.[…] (more…)

Gente strana

marzo 22, 2011

sottotitolo: il mondo è bello perchè è vario

Al mondo c’è gente…

che indossa una divisa;
che non fa l’amore perchè segue i dettami di una religione;
che passa ore e ore davanti ad un elettrodomestico;
che si butta giù da un burrone con un parapendio;
che si butta giù da un burrone senza parapendio;
che parla la propria lingua schioccando la lingua;
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Punto di vista

marzo 22, 2011

In fotografia il punto di vista è fondamentale.
Il compito del fotografo è dare una rappresentazione bidimensionale di una realtà quadridimensionale, e il punto di vista racchiude buona parte dell’essenza stessa della fotografia, poichè nella scelta interpretativa della realtà risiede la visione del fotografo.

Se questo ragionamento è valido nell’arte fotografica, sembra che non tutte le persone si rendano conto dell’infinita libertà interpretativa della realtà stessa che ci circonda, e su questo stavo ragionando qualche giorno fa, parlando con persone diverse (tra cui, guarda caso, fotografi).


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Gatti

marzo 9, 2011

Elegante, contenuto, un po’ ironico, garbato.
Misterioso, interessato, imbroglione, subdolo, matto
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Indifeso ma per gioco. Dolce caro sempre amico.
Un poeta me per poco, giusto per un platonico ricatto:
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,
ti vorrei avvisare, ma far questo non si può..
Paternalista a questo punto, non divento proprio no! Potresti ridere!
Tu disturbi? Vuoi scherzare?
È un grandissimo piacere. Puoi unirti a noi a mangiare.
Un ‘intruso, ma chi l’ha mai detto.
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!

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Donne

marzo 8, 2011

Ci siamo conosciute, ci siamo sfiorate. I tuoi occhi verdi e le tue palme rosa, di un rosa puro, innocente, mi hanno conquistata. Tua sorella se ne stava lì, a guardarci, mentre ci accarezzavamo l’una con l’altra.
Ci siamo conosciute, ci siamo riviste, ci siamo innamorate.
Ecco, l’ho fatto, dovevo farlo.
Avevo paura quando sono venuta a prendervi: creare un nuovo legame, una nuova responsabilità.
Stamattina non sapevo decidermi a uscire di casa, poi rivedo la vostro foto, penso alle nostre carezze, e sono venuta.
Siamo venute a casa, un po’ di musica per rilassarci, Emmet Ray e la sua chitarra. Una calda coperta sulla poltrona.
L’ho sapevo che tua sorella, la più timida, riservata, era anche quella più bisognosa di coccole.
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Libri

marzo 7, 2011

Approposito dei libri e di me.

Prima di tutto il gesto.
L’affezione che provo per il gesto del prendere un libro da uno scaffale, un tavolo o da una borsa e mettermi a leggerlo, già solo quella è sconfinata.
La nostra vita è fatta di gesti, e buona parte dell’amore (e dell’amor proprio) che proviamo per noi stessi si riferisce anche alla nostra gestualità. Il nostro modo di gesticolare mentre ci esprimiamo, di lavarci, di cucinare, di guidare, di sdraiarci, di grattarci, ci caratterizzano tanto quanto i nostri pensieri. Ci sono poi i gesti più artefatti, costruiti, quelli che sono la nostra gestualità pubblica, come il nostro modo di camminare per strada, di toccarci i capelli, di fumare.

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D’Annunzio, ancora

marzo 5, 2011

Scopro su youtube una puntata del programma “Correva l’anno” dedicato a D’Annunzio. Guerri partecipa alla puntata con diversi interventi, forse è un po’ meno coinvolgente dell’altra sera, ma si sa, la televisione imbalsama facilmente le persone di cultura.
Riporto una citazione del poeta, da una lettera di risposta ad Agnelli, quando questo gli chiese se secondo lui la parola automobile, recentemente inventata, fosse di genere maschile o femminile.
D‘Annunzio rispose:

“L’automobile è femminile.
Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità di una seduttrice.
Ha inoltre una virtù ignota alle donne, la perfetta obbedienza;
ma per contro delle donne ha la disinvolta levità nel superar ogni scabrezza”

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