Di tivvù non dimandarmi (parte prima)


televisione

Disintossicazione in corso, non toccare le esche.

Quattro mesi in una casa senza televisione.

Prime reazioni alla disintossicazione.

Senso di distacco dal mondo circostante, rumori inspiegabili provenienti dal cervello forse definibili come pensieri, flashback incontrollati della propria esistenza forse definibili come ricordi.

Manifestazione di residui di dipendenza ai programmi di mezzogiorno che facilitano la digestione, primo tra tutti il telefilm della Signora in giallo.

Dipendenza rimossa in sette giorni.

Al terzo giorno primi tentativi di soppiantare la dipendenza di cui sopra con dipendenza a intrattenimento di tipo cartaceo. Briciole di pane finiscono nel bicchiere, acqua finisce nel piatto, sugo di pomodoro sulla tovaglia e sulla maglia indossata. Tentativo dichiarato fallito, ma con riserva.

Quattro mesi in una casa senza televisione.

Non sarebbe neanche una presa di posizione, visto che il segnale televisivo non arriva in questa casa. Il monte Fasce, seppur con tutte le antenne rizzate sulla testa, mira verso altri lochi, e non in questa direzione.

Così a me, così a noi, tocca guardar altre cose.

Tra guardare poca televisione e non guardarne affatto vi è una gran differenza.

Ho sempre guardato poca televisione, ma ora che non appartiene più alla mia vita mi rendo conto di quanto essa distorca il mondo e la realtà delle persone che la guardano.

Mi tolgo il dente e affronto subito l’argomento informazione. Non solo telegiornali, ma anche dibattiti, controdibattiti e riflessioni sul tema. I telegiornali propongono notizie, i dibattiti e “chiunque altro voglia dire la sua” fanno il resto.  Per informarsi su “cosa succede al mondo” basta in effetti aggiornarsi ogni tanto tramite sito dell’ansa ad esempio (almeno così fa la sottoscritta), tutto ciò che succede su telegiornali e dibattiti televisivi non è informazione, ma distrazione di massa.

I primi sintomi del distacco dal mondo della disinfomazione di massa mi sono apparsi dopo la prima decina di giorni all’incirca, quando qualcuno usò un doppio senso riferendosi a qualche fatto di cronaca attuale, tramite una battuta magari (sul presidente del consiglio,banalmente?), e nulla, non mi strappò neanche mezzo sorriso. Non potevo capirla. Notai la delusione sul volto del mio interlocutore. Chi si sentiva più “scemo”, io o lui?

Con il tempo mi sono resa conto che tutti parlano di tv, i dibattiti tra le persone non fanno che riferirsi ad altri dibattiti ripresi da programmi televisivi (più o meno validi, non importa). Ma chi parla di cosa? Chi decide di cosa si deve parlare? Chi decide di cosa parlerà lo sconosciuto accanto a me sull’autobus?

Quanto è grande quella scatola (piatta per i più aggiornati) che se ne sta nei salotti, nelle cucine, e ahimè talvolta nelle camere da letto? Quella scatola riesce ad avvolgere tutto il mondo, inquinando pranzi, cene in famiglia, serate con gli amici, e ahimè talvolta anche i letti.

to be continued


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4 Risposte to “Di tivvù non dimandarmi (parte prima)”

  1. Davide Says:

    Bello.
    Potresti provare la radio… alludo a Radio 3 e le innumerevoli radio straniere che trasmettono in italiano sulle onde corte; ad esempio Radio China International e altre. Sono interessanti, parlano con un ritmo pacato estraneo alla televisione.
    Altre, che trasmettono in inglese, possono essere uno stimolo anche per ripassare l’inglese.
    Anche Radio 24 merita un occhio (o un orecchio).

  2. Davide Says:

    Anche il “notturno italiano” di radio 1 dicono che sia bello; non l’ho ancora ascoltato abbastanza per giudicare. Puoi ascoltarlo in streaming comunque.

  3. nientedinuovo Says:

    Proverò…
    si, una soluzione sono anche i podcast,
    mi lancio, è deciso!

  4. Davide Says:

    Ieri sera ti ho parlato di Fahrenheit di Radio 3.
    Ebbene, questo è il sito http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/.
    Orario: Dal lunedi` al venerdi`, dalle 15.00 alle 18.00.

    Sai quale è la cosa curiosa? Ieri sera ti ho detto: “Beh, parlano di libri di un certo spessore, non certo di Wilbur Smith” (nulla contro Wilbur Smith!), eppure, se vai a vedere sul sito proprio ora, c’è in bella vista un suo libro! Non so; ho sempre sentito parlare di altri tipi di libri… magari mi sbaglio.

    Ad ogni modo, quantomeno sono interessanti i “libri del mese” (http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=323733).

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