Archive for the ‘Libri’ Category

Modi di morire (2)

aprile 27, 2011

Tratto da “Il secondo sesso” di Simone De Beauvoir

Pochi compiti si avvicinano al supplizio di Sisifo più di quello della massaia; giorno dopo giorno bisogna lavare piatti, spolverare mobili, rammendare biancheria, tutte cose che domani saranno di nuovo sporche, polverose, rotte. La massaia segna sempre il passo; non fa niente: perpetua solo il presente, non ha l’impressione di conquistare un Bene positivo ma di lottare continuamente contro il Male. E’ una lotta che si rinnova ogni giorno. E’ nota la storia di quel cameriere che si rifiutava melanconicamente di lucidare gli stivali del padrone. “A che pro?” diceva “bisognerà ricominciare domani.” Molte ragazze non ancora rassegnate condividono questo scoraggiamento. (more…)

Fotografia, immagini e analfabetismo

marzo 24, 2011

Piccole seghe mentali sulla fotografia e ragionamenti sull’importanza della decodifica delle immagini.

“Chi sfogli l’album di un dilettante non vi riconoscerà esperienze, conoscenze, o valori di un uomo fissati in immagine, ma possibilità dell’apparecchio realizzate in modo automatico. Un viaggio in Italia così documentato memorizzerà i tempi e i luoghi nei quali il dilettante è stato incitato a premere il pulsante, e mostrerà i luoghi dove è stato l’apparecchio e che cosa vi ha fatto. Questo vale per tutta la fotografia documentaristica. Proprio come il dilettante il documentarista si interessa a scene sempre nuove secondo un modo di vedere sempre uguale.
Il fotografo, come lo intediamo qui, è interessato a vedere in modi sempre nuovi, a produrre stati di cose in modi sempre nuovi, informativi. […]
Chi scrive deve padroneggiare le regole dell’ortografia e della grammatica, chi fotografa deve attenersi alle sempre più semplici istruzioni per l’uso, programmate sul lato output del’apparecchio. E’ la democrazia della società postindustriale. Il dilettante è perciò incapace di decifrare foto: egli considera le foto un mondo riprodotto automaticamente. […] Tutti pensano che sia inutile dover decifrare le foto, poichè tutti credono di sapere come vengano fatte e che cosa significhino.[…] (more…)

Libri

marzo 7, 2011

Approposito dei libri e di me.

Prima di tutto il gesto.
L’affezione che provo per il gesto del prendere un libro da uno scaffale, un tavolo o da una borsa e mettermi a leggerlo, già solo quella è sconfinata.
La nostra vita è fatta di gesti, e buona parte dell’amore (e dell’amor proprio) che proviamo per noi stessi si riferisce anche alla nostra gestualità. Il nostro modo di gesticolare mentre ci esprimiamo, di lavarci, di cucinare, di guidare, di sdraiarci, di grattarci, ci caratterizzano tanto quanto i nostri pensieri. Ci sono poi i gesti più artefatti, costruiti, quelli che sono la nostra gestualità pubblica, come il nostro modo di camminare per strada, di toccarci i capelli, di fumare.

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D’Annunzio, ancora

marzo 5, 2011

Scopro su youtube una puntata del programma “Correva l’anno” dedicato a D’Annunzio. Guerri partecipa alla puntata con diversi interventi, forse è un po’ meno coinvolgente dell’altra sera, ma si sa, la televisione imbalsama facilmente le persone di cultura.
Riporto una citazione del poeta, da una lettera di risposta ad Agnelli, quando questo gli chiese se secondo lui la parola automobile, recentemente inventata, fosse di genere maschile o femminile.
D‘Annunzio rispose:

“L’automobile è femminile.
Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità di una seduttrice.
Ha inoltre una virtù ignota alle donne, la perfetta obbedienza;
ma per contro delle donne ha la disinvolta levità nel superar ogni scabrezza”

Parte 1Parte 2Parte 3Parte 4Parte 5Parte 6

Di donne, D’annunzio e dintorni

marzo 1, 2011

Ieri sera al Teatro della Corte di Genova l’incontro dal titolo “Gabriele D’Annunzio e dintorni” , facente parte della rassegna “Fare gli italiani” (arrivata quest’anno alla sua terza edizione).
Sottotitolo: “Grandi parole alla ricerca di un’identità nazionale”.
Fino ad oggi si è parlato di, e i testi letti sono stati tratti da: Dall’Ongaro, Guerzoni, Carducci, Garibaldi, Hugo, Tomasi di Lampedusa, Sciascia, Mussolini, Scalfari, Silone, Pasolini, Fortini, Placido, Sanguineti, Barilli, Verdi, Pirandello, Mila, Campana, D’Annunzio, Pavese, Moravia, Pascoli, Marinetti, Mussolini.

Fare gli italiani. E le italiane?
Possibile che dal Risorgimento ad oggi non ci sia stata una giornalista, una scrittrice, una poetessa che abbia detto qualcosa di rilevante, che meritasse di essere citata nella riflessione che si sta portando avanti “alla ricerca di un’identità nazionale”?
Si parla di mogli, di sorelle, di figlie, di amanti. Non si parla di persone con una loro identità.
Di donne si parla solo quando si parla di questione femminile, di quote rosa. Le donne sono a tutti gli effetti una minoranza, non fanno parte della società in quanto persone. La vera questione che sorge riguardo al femminile è  come possa essere quella femminile una questione.

Piccola nota. Le letture che si tengono il lunedì (l’ultimo è il prossimo) sono interessantissime. Ieri sera un brillante G.B.Guerri ha raccontato la vita, le storie di D’Annunzio in maniera appassionante, coinvolgendo e divertendo il pubblico (e la sottoscritta naturalmente). Mi ha fatto venire una gran voglia di saperne di più, e di visitare il Vittoriale del quale è direttore.
Vorrei aggiungere una personale riflessione, ad un suo commento.
Si parlava dell’amore del lusso di D’Annunzio, di come sperperava i suoi beni in frivolezze, vizi e soprattutto beni di lusso di ogni tipo del quale amava circondarsi. Guerri l’ha definito come una sorta di precursore del consumismo. Non sono d’accordo. Il consumismo è omologazione, ed è oggi che anche il lusso è diventato omologazione, o meglio in gran parte. Ma circondarsi di opere d’arte e oggetti raffinati non si tratta di consumismo. Di un sacco di altre “cose brutte” forse (spreco?materialismo?) ma non di consumismo. Questo si riallaccia ad un’altra serata che si è già svolta “Pier Paolo Pasolini e dintorni”, del quale ripropongo (anche solo per mio appunto mentale) con insistenza il filmato.

Paura

dicembre 21, 2009


165 giorni all’esecuzione.
La paura d’invecchiare, la paura di avere una malattia, la paura di morire, la paura di non piacere, di non essere amato, di non saper dire di no, la paura di essere inculato da un amico, la paura di puzzare, la paura di non avere figli, quella di averne e non avere niente da dirgli, la paura che tuo padre e tua madre muoiano, la paura della solitudine, la paura della folla, di rimanere chiuso in ascensore, di commettere un errore, la paura di partire, la paura di tornare, la paura d’ingrassare, la paura d’incontrarla dopo anni e che lei o lui non ti riconoscano, la paura di non avere futuro, la paura dell’orgasmo e di lasciarsi andare, la paura del mare, di rimanere intrappolato vivo in una tomba, la paura di essere preso in giro di fronte agli altri, la paura che il tuo bambino venga violentato, la paura di perdere i soldi, la paura di essere vestito male, di vivere in un quartiere di merda, la paura di non poter pagare l’affitto o la rata del mutuo, >

Driiiin!

novembre 10, 2008

elianto

Gli uomini sono soggetti alla Legge delle Tre Lancette.

Coloro a cui manca la lancetta dei secondi non sanno mai godere un singolo attimo: essi pensano esclusivamente a ciò che è stato prima e a ciò che verrà dopo, non accorgendosi delle piccole gioie che li circondano.

Ad alcuni manca invece la lancetta dei minuti: sono coloro che corrono all’impazzata, gareggiando contro gli attimi; gli stessi che poi di colpo si fermano, delusi di non aver trovato nulla, e lasciano che le ore scorrano una più inutile dell’altra.

Ad un terzo gruppo manca invece la lancetta delle ore: essi vivono, si agitano, pianificando appuntamenti e progetti, non sapendo se è notte o giorno, mattina o sera, se sono felici o disperati;guardando la loro vita vedono solo un rotolare di anni pesanti e inarrestabili.

L’uomo giusto ha tutte le lancette, più la suoneria quando è ora di svegliarsi…


Neurolibreria

settembre 19, 2008

Tra i tanti scaffali della rete a volte si scovano blog meravigliosi.

Due giovani librai impiegati in una nota (ma anonima, per ovvie ragioni)

catena di librerie riportano fedelmente le loro esperienze quotidiane di lavoro:

un logorante rapporto con una clientela (turistica per lo più) arrogante, ignorante

e a tratti disarmante.
Riporto un loro post per invitarvi ad un giro nella neurolibreria :

CLIENTE TAMARRO: “C’hai il libro di Vasco?”
LIBRAIO: “Sì, eccolo…”
Comincia ad urlare a squarciagola ad una persona non ben precisata dall’altra parte della libreria.
CLIENTE TAMARRO: “Minchia amore!! Guarda!! Cinque Euro e novanta!! E quel pirla di Nico l’ha pagato diciassette e cinquanta!!”
LIBRAIO: “Guardi che quella che ha in mano è un’edizione economica…”
CLIENTE TAMARRO: “Cioè?”
LIBRAIO: “E’ una versione più piccola ma…”
CLIENTE TAMARRO: “Eh sì, il riassunto!”
LIBRAIO: “No, non è il riassunto. E’ solo un libro scritto più piccolo…”
Ricomincia a gridare.
CLIENTE TAMARRO: “Mi’ amore, hai sentito? Fanno anche i libri più piccoli che sono uguali dentro ma sono più piccoli!!”
Stupore generale fra i clienti della libreria. Interviene una vecchia.
VECCHIA: “Me lo fa vedere anche a me?”
Il libraio le porge il libro, ma la vecchia sembra contrariata.
VECCHIA: “Ma quelli piccoli non sono i riassunti di quelli grandi?”
LIBRAIO: “No, signora…”
TAMARRO: “Figa, mi sa però che c’ha ragione la signora… quello del mio amico è mooolto più grosso!”
LIBRAIO: (si accascia sullo sgabello con i primi sintomi di una sincope) “Sì, forse avete ragione voi…”

E per chi non ne avesse abbastanza: se calvino sapesse

ROMANI DE ROMA
-scusi sto a cercà un libbro che ho letto un sacco d’anni fa se je dico a storia lei o trova?
-vediamo, mi dica!
-allora c’è uno che conosce na ragazza e poi a mette in cinta e la butta giù dar palazzo poi se fa pure a sorella de stà ragazza e ammazza pure quella poi cerca de fasse pure l’artra perchè ccerano tre sorelle nno?, però l’ultima sgama e chiama a polizia a copertina me ricordo che era nera co due righette sopra tipo quei libri che c’avete appesi là (i tascabili feltrinelli, ndr) ah!, ner titolo c’era la parola corvo …me pare!
-Cerchiamo il titolo ma non troviamo nulla che corrisponde
-Però nun vale voi ve dovreste legge tutti i libri senno’ uno che ve li chiede a fà…

Dedicato ai lettori : Stefano Benni, psicopatologia del lettore quotidiano

Spaghetti, fisica e marijuana

marzo 11, 2008

Una volta conseguita la laurea in fisica (anche in prima approssimazione), potrebbe capitare che l’ex-studente neo-disoccupato si interroghi sulla propria futura esistenza.
Guardando il destino di alcuni tra i più famosi fisici contemporanei capisce che il suo futuro potrà essere veramente luminoso.

Oggi vi parlerò di due uomini: Bobby Henderson e Dennis Howard Marks.

PASTAFARIANESIMO

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Bobby Henderson, laureatosi in fisica alla Oregon State University (oggi si definisce felicemente disoccupato), nel giugno 2005 inviò una lettera aperta al consiglio dell’istruzione del Kansas, chiedendo che nelle scuole si dedicassero delle ore di lezione all’insegnamento del Pastafarismo e alla sua teoria evolutiva. Questa religione, nata per provocazione, raggiunse in pochi mesi una popolarità inaspettata ed oggi, dal suo sito web, Henderson fa notare che il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e il senatore Bill Frist hanno pubblicamente supportato l’insegnamento delle teorie non evoluzionistiche e quindi deduce che supportano l’insegnamento del Pastafarismo.

Il Pastafarianesimo è una religione leggera, con pochi doveri e pochi dogmi, insomma, una religione giovane e col 5% di grassi in meno (a meno che non cerchiate di mangiarvi il fsm!).
Il Flying Spaghetti Monster ci ha dato la vita con la sua spaghettosa appendice (His noodly appendage), e ci indicherà la retta via, magari ammiccando da quei teneri occhioni al di sopra delle sue succulente polpette (anche se Egli è invisibile e non rilevabile).
Tutti i seguaci di questa religione sono tenuti a vestirsi da pirati (vedi come il riscaldamento globale sia correlato alla diminuzione del numero di pirati); riconoscono il venerdì come festività religiosa e le loro preghiere terminano con la parola Ramen.
Se sentite che questa è la religione che fa per voi approfondite sul sito ufficiale.

MR NICE

o anche:
John McKenna
Anthony Tunnicliffe
Albert W. Jennings
Ray Fox
John Goddard
‘Albi’

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Non basta un libro per raccontare la sua vita, ma Howard Marks comunque ci ha provato, con un’autobiografia intitolata Mr Nice.
Nato nel 1945 in un paese di minatori nel Galles, Howard Marks ha conseguito la laurea in fisica nucleare all’università di Oxford.
Venne definito dal Daily Mail come “il più sofisticato barone delle droghe di tutti i tempi”.
Ha lavorato per la Mafia, l’IRA e la CIA. “Droghe” in realtà è un termine impreciso, visto che si dedicò quasi esclusivamente alla marijuana.
Tra gli anni ’70 e ’80 ricoprì una buona percentuale del traffico mondiale di hashish, e leggendo il suo libro si scoprono i modi ingegnosi con cui portò avanti questo traffico, ad esempio nascondendo la droga all’interno delle strumentazioni di grandi gruppi rock, come Rolling Stones e Pink Floyd, durante i loro tour mondiali.
Ha scontato 7 anni di carcere in una prigione di massima sicurezza negli Stati Uniti, e adesso vive a Palma di Maiorca, dove… beh, si gode la vita!
Per saperne di più leggi il suo libro, e vai sul sito officiale.