Archive for the ‘Pensieri’ Category

Modi di morire

aprile 27, 2011

Ogni volta che pulisco il bagno, tra detersivi, spugnette e sciacquoni,  incorro nella mia paura più grande: morire mentre faccio le pulizie. Una volta ho visto un film, “A proposito di Schmidt”, dove il protagonista tornando a casa trova la moglie riversa sul pavimento con l’aspirapolvere acceso. La moglie casalinga, sulla sessantina, aveva avuto un infarto mentre puliva i pavimenti. (more…)

Punto di vista

marzo 22, 2011

In fotografia il punto di vista è fondamentale.
Il compito del fotografo è dare una rappresentazione bidimensionale di una realtà quadridimensionale, e il punto di vista racchiude buona parte dell’essenza stessa della fotografia, poichè nella scelta interpretativa della realtà risiede la visione del fotografo.

Se questo ragionamento è valido nell’arte fotografica, sembra che non tutte le persone si rendano conto dell’infinita libertà interpretativa della realtà stessa che ci circonda, e su questo stavo ragionando qualche giorno fa, parlando con persone diverse (tra cui, guarda caso, fotografi).


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Caffè

marzo 5, 2011

E’ sempre il momento per pucciare del buon esistenzialismo in una tazzina di caffè

Di tivvù non dimandarmi (parte prima)

marzo 4, 2011


televisione

Disintossicazione in corso, non toccare le esche.

Quattro mesi in una casa senza televisione.

Prime reazioni alla disintossicazione.

Senso di distacco dal mondo circostante, rumori inspiegabili provenienti dal cervello forse definibili come pensieri, flashback incontrollati della propria esistenza forse definibili come ricordi.

Manifestazione di residui di dipendenza ai programmi di mezzogiorno che facilitano la digestione, primo tra tutti il telefilm della Signora in giallo.

Dipendenza rimossa in sette giorni.

Al terzo giorno primi tentativi di soppiantare la dipendenza di cui sopra con dipendenza a intrattenimento di tipo cartaceo. Briciole di pane finiscono nel bicchiere, acqua finisce nel piatto, sugo di pomodoro sulla tovaglia e sulla maglia indossata. Tentativo dichiarato fallito, ma con riserva.

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Così lontana…

marzo 2, 2011

…dalla perfezione

The perfect Human- Jorgen Leth

Comizi d’amore

gennaio 15, 2010

Normalità, omosessualità, civiltà, natura. Scandalo, amore, conformismo.

Pasolini, Ungaretti, Moravia.

Solitude

gennaio 12, 2010

In my solitude
You haunt me
With dreadful ease
Of days gone by

In my solitude
You taunt me
With memories
That never die

I sit in my chair
And filled with despair
There’s no one could be so sad
With gloom everywhere
I sit and I stare
I know that I’ll soon go mad

In my solitude
I’m afraid
Dear lord above
Send back my love

Il lato oscuro

dicembre 2, 2009

Di quando in quando ci ricado.
Avere a che fare con il proprio lato oscuro non è cosa da poco.
Eccolo lì, che mi fissa e sogghigna della mia bassezza.
Immagino la mia faccia allo specchio e mi disgusta.
Il lato oscuro è desiderio, è invidia, è rimpianto. Il lato oscuro racchiude in sè tutte le opportunità che non abbiamo colto o che non abbiamo saputo cogliere. Il lato oscuro è vedere realizzate da altri quelle opportunità.
Il lato oscuro è il senso di disagio che ci coglie quando una persona che non incontriamo da un po’ ci chiede che cosa ne abbiamo fatto del tempo in cui non ci si è visti. Che cosa ne abbiamo fatto della nostra vita.
Il lato oscuro è oscuro perchè ci fa odiare noi stessi e le persone che ci pongono quelle domande.
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24 Settembre

settembre 25, 2009

Oggi sono diventata zia.
Certo, non è stata una sorpresa. Il parto è dopotutto la migliore conclusione per una normale gravidanza di nove mesi.
Una vera sorpresa potrebbe essere, che so, un’immacolata concezione, o un bambino che esce da solo dall’utero della madre calandosi con il cordone ombelicale, o magari vedere un uomo sdraiato in un letto nel reparto maternità, con il catetere che spunta da sotto le lenzuola e gli occhi lucidi dalla gioia.
Dicevo, non è stata quindi una sorpresa, ma sono avvenuti diversi fatti nella vicenda che ritengo alquanto stupefacenti.
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Fuga

settembre 4, 2009

00-1

Dopo essere tornata da un lungo, lunghissimo viaggio, carica di borse mi sono trascinata fino in camera mia. Le ho appoggiate a terra, mi sono guardata intorno e ho avuto una sensazione stranissima. Non ero a casa.
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