Punto di vista

marzo 22, 2011

In fotografia il punto di vista è fondamentale.
Il compito del fotografo è dare una rappresentazione bidimensionale di una realtà quadridimensionale, e il punto di vista racchiude buona parte dell’essenza stessa della fotografia, poichè nella scelta interpretativa della realtà risiede la visione del fotografo.

Se questo ragionamento è valido nell’arte fotografica, sembra che non tutte le persone si rendano conto dell’infinita libertà interpretativa della realtà stessa che ci circonda, e su questo stavo ragionando qualche giorno fa, parlando con persone diverse (tra cui, guarda caso, fotografi).


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Gatti

marzo 9, 2011

Elegante, contenuto, un po’ ironico, garbato.
Misterioso, interessato, imbroglione, subdolo, matto
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Indifeso ma per gioco. Dolce caro sempre amico.
Un poeta me per poco, giusto per un platonico ricatto:
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,
ti vorrei avvisare, ma far questo non si può..
Paternalista a questo punto, non divento proprio no! Potresti ridere!
Tu disturbi? Vuoi scherzare?
È un grandissimo piacere. Puoi unirti a noi a mangiare.
Un ‘intruso, ma chi l’ha mai detto.
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!

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Donne

marzo 8, 2011

Ci siamo conosciute, ci siamo sfiorate. I tuoi occhi verdi e le tue palme rosa, di un rosa puro, innocente, mi hanno conquistata. Tua sorella se ne stava lì, a guardarci, mentre ci accarezzavamo l’una con l’altra.
Ci siamo conosciute, ci siamo riviste, ci siamo innamorate.
Ecco, l’ho fatto, dovevo farlo.
Avevo paura quando sono venuta a prendervi: creare un nuovo legame, una nuova responsabilità.
Stamattina non sapevo decidermi a uscire di casa, poi rivedo la vostro foto, penso alle nostre carezze, e sono venuta.
Siamo venute a casa, un po’ di musica per rilassarci, Emmet Ray e la sua chitarra. Una calda coperta sulla poltrona.
L’ho sapevo che tua sorella, la più timida, riservata, era anche quella più bisognosa di coccole.
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Libri

marzo 7, 2011

Approposito dei libri e di me.

Prima di tutto il gesto.
L’affezione che provo per il gesto del prendere un libro da uno scaffale, un tavolo o da una borsa e mettermi a leggerlo, già solo quella è sconfinata.
La nostra vita è fatta di gesti, e buona parte dell’amore (e dell’amor proprio) che proviamo per noi stessi si riferisce anche alla nostra gestualità. Il nostro modo di gesticolare mentre ci esprimiamo, di lavarci, di cucinare, di guidare, di sdraiarci, di grattarci, ci caratterizzano tanto quanto i nostri pensieri. Ci sono poi i gesti più artefatti, costruiti, quelli che sono la nostra gestualità pubblica, come il nostro modo di camminare per strada, di toccarci i capelli, di fumare.

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D’Annunzio, ancora

marzo 5, 2011

Scopro su youtube una puntata del programma “Correva l’anno” dedicato a D’Annunzio. Guerri partecipa alla puntata con diversi interventi, forse è un po’ meno coinvolgente dell’altra sera, ma si sa, la televisione imbalsama facilmente le persone di cultura.
Riporto una citazione del poeta, da una lettera di risposta ad Agnelli, quando questo gli chiese se secondo lui la parola automobile, recentemente inventata, fosse di genere maschile o femminile.
D‘Annunzio rispose:

“L’automobile è femminile.
Questa ha la grazia, la snellezza, la vivacità di una seduttrice.
Ha inoltre una virtù ignota alle donne, la perfetta obbedienza;
ma per contro delle donne ha la disinvolta levità nel superar ogni scabrezza”

Parte 1Parte 2Parte 3Parte 4Parte 5Parte 6

Caffè

marzo 5, 2011

E’ sempre il momento per pucciare del buon esistenzialismo in una tazzina di caffè

Di tivvù non dimandarmi (parte prima)

marzo 4, 2011


televisione

Disintossicazione in corso, non toccare le esche.

Quattro mesi in una casa senza televisione.

Prime reazioni alla disintossicazione.

Senso di distacco dal mondo circostante, rumori inspiegabili provenienti dal cervello forse definibili come pensieri, flashback incontrollati della propria esistenza forse definibili come ricordi.

Manifestazione di residui di dipendenza ai programmi di mezzogiorno che facilitano la digestione, primo tra tutti il telefilm della Signora in giallo.

Dipendenza rimossa in sette giorni.

Al terzo giorno primi tentativi di soppiantare la dipendenza di cui sopra con dipendenza a intrattenimento di tipo cartaceo. Briciole di pane finiscono nel bicchiere, acqua finisce nel piatto, sugo di pomodoro sulla tovaglia e sulla maglia indossata. Tentativo dichiarato fallito, ma con riserva.

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Verde

marzo 3, 2011

Sono ferma ad un incrocio, in auto, in attesa del semaforo verde.
Davanti a me le macchine sfrecciano a velocità abbastanza elevata, trattandosi di un rettilineo ad alta percorrenza, e hanno quasi tutte i fari accesi, il crepuscolo sta ormai concludendosi.
Con la coda dell’occhio percepisco un movimento in basso, di fronte a me: i piccoli lampi dei fari illuminano un gatto dietro ad un cancello, che sembra voglia buttarsi da un momento all’altro in mezzo alla strada.
Ci passerà attraverso a quelle sbarre? Spero di no, ma viste la dimensione del gatto e la larghezza del passo tra le sbarre, sicuramente si. E’ pur sempre un gatto.
Cosa fare? Scendere dall’auto, buttarsi tra le macchine, per farlo tornare indietro? Magari lo spaventerei e basta, e magari potrebbe scappare proprio tra le ruote delle auto (senza contare un piccolo riguardo verso la mia incolumità).
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Così lontana…

marzo 2, 2011

…dalla perfezione

The perfect Human- Jorgen Leth

Di donne, D’annunzio e dintorni

marzo 1, 2011

Ieri sera al Teatro della Corte di Genova l’incontro dal titolo “Gabriele D’Annunzio e dintorni” , facente parte della rassegna “Fare gli italiani” (arrivata quest’anno alla sua terza edizione).
Sottotitolo: “Grandi parole alla ricerca di un’identità nazionale”.
Fino ad oggi si è parlato di, e i testi letti sono stati tratti da: Dall’Ongaro, Guerzoni, Carducci, Garibaldi, Hugo, Tomasi di Lampedusa, Sciascia, Mussolini, Scalfari, Silone, Pasolini, Fortini, Placido, Sanguineti, Barilli, Verdi, Pirandello, Mila, Campana, D’Annunzio, Pavese, Moravia, Pascoli, Marinetti, Mussolini.

Fare gli italiani. E le italiane?
Possibile che dal Risorgimento ad oggi non ci sia stata una giornalista, una scrittrice, una poetessa che abbia detto qualcosa di rilevante, che meritasse di essere citata nella riflessione che si sta portando avanti “alla ricerca di un’identità nazionale”?
Si parla di mogli, di sorelle, di figlie, di amanti. Non si parla di persone con una loro identità.
Di donne si parla solo quando si parla di questione femminile, di quote rosa. Le donne sono a tutti gli effetti una minoranza, non fanno parte della società in quanto persone. La vera questione che sorge riguardo al femminile è  come possa essere quella femminile una questione.

Piccola nota. Le letture che si tengono il lunedì (l’ultimo è il prossimo) sono interessantissime. Ieri sera un brillante G.B.Guerri ha raccontato la vita, le storie di D’Annunzio in maniera appassionante, coinvolgendo e divertendo il pubblico (e la sottoscritta naturalmente). Mi ha fatto venire una gran voglia di saperne di più, e di visitare il Vittoriale del quale è direttore.
Vorrei aggiungere una personale riflessione, ad un suo commento.
Si parlava dell’amore del lusso di D’Annunzio, di come sperperava i suoi beni in frivolezze, vizi e soprattutto beni di lusso di ogni tipo del quale amava circondarsi. Guerri l’ha definito come una sorta di precursore del consumismo. Non sono d’accordo. Il consumismo è omologazione, ed è oggi che anche il lusso è diventato omologazione, o meglio in gran parte. Ma circondarsi di opere d’arte e oggetti raffinati non si tratta di consumismo. Di un sacco di altre “cose brutte” forse (spreco?materialismo?) ma non di consumismo. Questo si riallaccia ad un’altra serata che si è già svolta “Pier Paolo Pasolini e dintorni”, del quale ripropongo (anche solo per mio appunto mentale) con insistenza il filmato.